Milano - La lotta dei “rilevatori” comincia a portare frutti

Scritto da Karim Metref il 17 Febbraio 2012
Milano - La lotta dei “rilevatori” comincia a portare frutti www.flickr.com/41099823@N00
Sono 3 mesi che dura ormai il braccio di ferro tra il Comune di Milano e la protesta dei 470 precari reclutati per portare avanti le indagini del Censimento generale Istat nella capitale lombarda. "Quattrocento lavoratori reclutati dal Comune di Milano attraverso un bando pubblico e sessioni introduttive di quattro ore spacciate come corsi di formazione", dice il sito della protesta.

Le nuove reclute cominciano il lavoro nel mese di settembre, nonostante la poca chiarezza dei contratti e le condizioni sfavorevoli. Ma quando a dicembre si rendono conto che se il lavoro era continuo e stancante, la paga non accennava ad arrivare, esplose la protesta.

Una protesta che passò velocemente, aiutati dal movimento di lotta dei precari "San Precario", dalla semplice rivendicazione del pagamento delle somme dovute ad una richiesta di migliori condizioni di lavoro, inquadratura contrattuale più equa e guadagni più dignitosi.

Il movimento "Rilevatorimilano" descrive la propria situazione in questi termini:

1)I lavoratori non hanno nessuna certezza sulle tempistiche di pagamento, le promesse di acconti (di cui però non si sa l'entità) vengono smentite da un giorno all'altro.
2)Nessuno sa quanto sta guadagnando, infatti sempre a detta dei funzionari comunali, ogni rilevatore verrà retribuito in base ai questionari che Istat riterrà validi e conformi; peccato però che non esistano regole univoche di correzione dei questionari, non si sa come funziona il lettore ottico utilizzato da Istat e i casi dubbi vengono gestiti a seconda di un comune senso logico.
3) Il lavoro è pagato a ritenuta d'acconto e non appena sforati i 5.000 euro lordi scattano tassazioni che si aggirano intorno al 50% (tutte a carico del lavoratore)
4) non è possibile per il lavoratore rescindere il contratto se per non meglio specificati gravi motivi.

Dopo mesi di proteste, scioperi, manifestazioni di piazza, operazioni di sensibilizzazione della popolazione... il 16 febbraio scorso, una delegazione dei rilevatori, accompagnata dall'avvocato del Movmento San Precario si è incontrata con Davide Corritore Direttore Generale del Comune di Milano, Paolo Limonta responsabile dell'Ufficio Relazioni con la città e il responsabile delle risorse umane.

Nella sostanza le richieste portate dalla delegazione sono state:

1) modifica dei contratti di collaborazione occasionale con contratti a tempo determinato o a progetto con decorrenza dal primo gennaio e scadenza il 30 giugno con una retribuzione mensile certa
2) pagamento del pregresso con date certe ed inserimento di una indennità forfettaria di front office
3) riorganizzazione del servizio al fine di evitare disparità di trattamento tra i diversi rilevatori

Il comune si è dimostrato disponibile a valutare concretamente le richieste dei lavoratori e comunque a trovare una soluzione all'attuale situazione di incertezza.

All'uscita, l'avvocato del Punto San Precario si è dichiarato "soddisfatto del primo confronto con i rappresentanti del comune riscontrando una disponibilità a trovare soluzioni adeguate, ma tiene i piedi per terra e aspetta risultati concreti e di verificare le proposte che dovrebbero essere presentate dall'amministrazione nel secondo incontro previsto per il lunedì 27 febbraio."

1 Commento

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    sono uno dei rilevatori e non posso che riconoscere la totale disorganizzazione. Soprattutto in queste ultime settimane. I solleciti tardivi alla consegna hanno portato lunghe code agli sportelli, mentre coloro che hanno il compito di andare casa per casa non trovano nessuno. Praticamete sto facendo volontariato per ISTAT.

    Scritto da Diego Sabato, 25 Febbraio 2012 08:38

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